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Turchia: Gobekli Tepe, ritrovato il tempio più antico

Ultimo Aggiornamento: 22/03/2012 08:37
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- ShemsetRa -
Architetto Reale

20/08/2009 02:58
 
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Gobekli Tepe

Visto che l'ho tradotto per leggerlo lo posto qui.


Gobekli Tepe: Santuario/complesso templare
Questo sito è il più antico santuario o complesso templare al mondo, il più antico esempio di architettura monumentale del pianeta. Ha anche prodotto la più antica sagoma conosciuta di figura umana.
Rispetto a Stonehenge, Carnai o le Piramidi d’Egitto, questi sono megaliti relativamente umili. Nessuno dei circoli scavati (quattro su 20 stimati) misurano più di 30 m. di diametro. Ciò che rende la scoperta notevole sono le squisite e intricate sculture di cinghiali, volpi, leoni, uccelli, serpenti e scorpioni, e la loro età. Datate attorno al 9500 a.C. queste pietre sono più vecchie di 5500 anni rispetto alle prime città della Mesopotamia.

Gobekli Tepe: (Collina con la pancia, Ombelicus Mundi) Prima venne il tempio, poi la città
Descrizione – Lì non c’è alcuna abitazione, le strutture sono interpretate come templi. Dopo l’8000 a.C. il sito fu abbandonato e volutamente coperto di terra.
(nota 1, link a Wikipedia )
Si ritiene che il colle sia stato luogo di pellegrinaggio per le comunità entro un raggio di circa un centinaio di miglia. Le pietre più alte guardano tutte a sud-est.
Nel numero Gen-18 della rivista “Science”, l’archeologo tedesco Klaus Schmidt è intervistato sulla sua opera presso il sito, vecchio di 11000 anni di Gobekli Tepe (Collina dell’Ombelico) in Turchia.

Secondo Andrei Curry, autore dell’articolo su “Science”, Gobekli Tepe è situato sulla collina più evidente da molte miglia attorno. E’ costituita da almeno 20 ‘stanze’ sotterranee contenenti serie di pilastri a “T” in pietra, di 8 m. di altezza e del peso di circa 7 tonnellate. Essi sono incisi con immagini di animali, compresi leopardi, serpenti e ragni.
Questo non è il luogo in cui la gente viveva, è troppo lontano dall’acqua, come può esserlo in questa regione. Invece è un luogo di culto, e secondo Scmhidt è “il primo luogo santo artificiale”.

Time Europe: 6 dicembre 1999, vol. 154, n° 23
Di Maryann Bird Grazientep
Un antico luogo di culto, un sito religioso, datato col carbonio alla seconda metà del IX millennio a.C., Gobekli Tepe è un sito buono come un altro per cominciare un tour dei diversi luoghi archeologici della Turchia, un paese straordinariamente ricco di resti preziosi di imperi e di civiltà, dall’uomo delle caverne agli inizi del XX secolo.
“Questo posto è importante come la scoperta dell’arte delle caverne del 14000 a.C. in Francia”, dice Harald Hauptmann, il team leader e direttore dell’Istituto Archeologico Tedesco ad Istanbul, “Gobekli Tepe riflette ciò che gli esperti definiscono sia il punto di svolta dall’Epipaleolitico al Neolitico antico nel nord della Mesopotamia, cioè il momento in cui gli antichi stavano cominciando a controllare la natura, prima dell’avvento della produzione del cibo, all’inizio della domesticazione di piante e animali”
“In questo sito e in quello di Nevali Cori, 45 km a nord-est da qui”, spiega Hauptmann, “abbiamo trovato manufatti mai conosciuti prima, non sui muri delle grotte, ma in edifici pubblici, con sculture e alto-rilievi dipinti (pannelli scolpiti in pietra ).
Quello che abbiamo constatato è che l’arte non è qualcosa inventata da qualcuno un giorno, come la ruota o il fuoco. Essa è sempre stata una parte attiva della psiche umana, fin dal suo inizio.”

[foto] Gobekli Tepe, 15 km a nord-est della città di Sanliurfa, quattro pilastri megalitici in calcare, alti 7 m e pesanti circa 50 tonnellate.
Due di essi recano l’immagine di un leone ringhiante, a difesa di ciò che Hauptmann crede essere un santuario di culto o un sacrario. Eretto senza l’aiuto di animali addomesticati 6000 anni prima delle strutture giganti costruite nell’Egitto faraonico, i pilastri suggeriscono come i lavoratori del primo Neolitico conoscessero come usare pali, assi e pulegge per maneggiare enormi pietre.
Nel sito di Hauptmann compare anche un rilievo unico, con una donna accovacciata, forse partoriente, rilievi di vari animali e un campo di schegge di selce che indica come il sito abbia anche ospitato operazioni di produzione di strumenti e armi abbastanza sofisticati.

Architettura—
Case e templi sono circondati da costruzioni megalitiche. Le pareti sono costituite di pietra grezza a secco e comprendono molti pilastri monolitici in pietra calcarea a forma di T alti fino a 3 m. Un’altra grande coppia di pilastri è piazzata al centro della struttura. I pavimenti sono fatti di terrazzo (calce bruciata) e vi è una bassa panca che corre lungo l’intera parete esterna.
I rilievi sui pilastri includono volpi, leoni, bovini, cinghiali, aironi, anatre, scorpioni, formiche e serpenti. Alcuni dei rilievi sono stati deliberatamente cancellati, forse in preparazione di nuove immagini. Ci sono sculture libere che potrebbero rappresentare volpi o cinghiali. E’ difficile spiegare come siano pesantemente incrostate con calce, statue simili sono state scoperte a Nevali Cori. Le cave sono situate sulla stessa piattaforma, alcuni pilastri incompiuti vi sono stati trovati in-situ. Il più grande pilastro incompiuto è lungo ancora 6.9 m., ma è stata stimata una lunghezza di 9 m.
La costruzione del complesso di Gobekli Tepe implica un grado di organizzazione non ancora riconosciuto alle società pre-neolitiche. Gli archeologi stimano che fino a 500 persone furono necessarie per estrarre i pilastri da 10-20 tonnellate (in realtà alcuni pesano fino a 50 tonnellate) da cave locali e spostarli da 100 a 500 m. verso il sito. (Ref: / en.wikipedia.org /)

La Top-50 delle pietre di tutti i tempi
Finora 40 singole pietre stanti (da 2 a 4 m. di altezza) sono state scavate. Esse sono a forma di T e sistemate in ambienti chiusi di varie centinaia di metri quadrati. Tuttavia, una pietra spaccata, mezza cavata è stata trovata in un letto di calcare a circa un chilometro dal sito principale. E’ lunga 9 m. ed era ovviamente destinata ad unire i pilastri a Gobekli: ci possono essere anche altre pietre, finora sotterrate, di questa grandezza. Indagini geomagnetiche indicano che ci sono più di 250 pietre stanti seppellite nel sito.
Nota: i pilastri a forma di T appaiono coperti con una specie di tazza sul lato superiore. Ci si chiede in proposito se potessero avere, una volta, sostenuto un tetto, in tal caso sarebbero state invisibili.

Cronologia – Il sito ha fornito date attorno al 7500 a.C. – 7000 a.C.
Intorno all’inizio del VIII millennio a.C., la Montagna dell’Ombelico ha perduto la sua importanza. L’avvento dell’agricoltura e della zootecnia portarono nuove condizioni per la vita umana nella zona. Ma il complesso non è stato progressivamente abbandonato e semplicemente dimenticato per essere cancellato dalle forze della natura nel corso del tempo. Invece è stato deliberatamente coperto con 300-500 metri cubi di terreno. Perché ciò accadde non è noto, ma ha conservato i monumenti per la posterità.
La più recente fase di costruzione a Gobekli Tepe (Livello II) è stata datata sia comparativamente che assolutamente (C14) al 8000 circa a.C., con una precedente prima fase di costruzione primaria (Livello III) terminata già nel 9000 a.C. L’epoca della prima occupazione non può ancora essere determinata; la profondità del deposito comunque, suggerirebbe un periodo di diversi millenni, ciò significa che per i primi tempi il sito sarebbe esistito nel Paleolitico.

Siti di interesse nelle vicinanze:
Karahan Tepe, un sito scoperto solo alla fine degli anni ’90 e ancora in attesa di uno scavo completo. Si trova vicino a Sogmatar sulla pianura Harran e risale almeno a 11000 anni fa. Già un gran numero di pilastri a forma di T e pietre in riga sono stati scoperti qui.
Karahan Tepe si trova 60 km. Ad est da Urfa in una zona denominata Tektek Daglari. Circa 266 pilastri in-situ (come i pilastri di Gobekli, solo più piccoli) coprono il campo e sono visibili 50-60 cm. sopra il livello del suolo, il resto dei pilastri è ancora coperto sotto al terreno.


[Modificato da pizia. 20/08/2009 03:08]
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